Approfondimento scientifico

Approfondimenti nel campo della gestione del dolore attraverso contenuti informativi e rigorosi su temi di rilevanza clinica.

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Il dolore testicolare, soprattutto quando è cronico, rappresenta una condizione debilitante che deve essere valutata attentamente con un’anamnesi completa del paziente e uno scrupoloso esame obiettivo.

Il dolore cronico testicolare colpisce più di 100.000 uomini l’anno. Poiché una percentuale significativa di casi di dolore testicolare cronico ha cause idiopatiche, spesso la diagnosi e le terapie non sono ottimali.

L’immigrazione è una delle maggiori cause responsabili delle diseguaglianze relative alla salute e, è noto, come presenti una forte correlazione con uno stato di disagio fisico e psicologico a carico delle persone implicate. La prevalenza dei disturbi da stress post-traumatico nonché di condizioni patologiche o di sintomatologie dolorose è molto alta in queste persone.

Il dolore cronico rappresenta un grave problema di salute pubblica che, in Europa, affligge un quinto della popolazione. Scopri la connessione tra depressione e dolore cronico nell’infografica.

Il dolore è comune negli atleti, e spesso risulta un fenomeno anche quotidiano, che può limitare la capacità di concentrazione e far diminuire le prestazioni. Il parere dell’esperto

Cinque articoli selezionati dalla letteratura scientifica sul tema del dolore nel paziente anziano, dai legami tra dolore persistente e fragilità, fino a suggerimenti per la diagnosi differenziale.

Anche se la maggior parte delle persone anziane presenta problematiche significative legate al dolore, capita che queste vengano sottovalutate, anche a causa dell’errata percezione dei pazienti che credono che il dolore sia un aspetto normale del processo di invecchiamento.

La valutazione del dolore nel paziente anziano è supportata da un accurato esame clinico, preceduto da una buona anamnesi per determinare con successo un piano terapeutico contro il dolore. Di un certo aiuto anche l’utilizzo di tools diagnostici (questionari).

Gli atleti che si impegnano in intensi sforzi fisici perseverano in questi sforzi nonostante la frequente esposizione a stimoli dolorosi. Ciò può essere dovuto al modo in cui gli atleti percepiscono o rispondono al dolore.

Recenti studi hanno evidenziato come una ridotta sensibilità al dolore sia connessa non solo all’intensità dell’esercizio fisico, ma anche ad un generale buono stato di forma fisica.

La vulvodinia è una malattia ancora troppo poco conosciuta e la mancanza di chiarezza sulla sua eziologia si traduce nella presenza di molteplici metodi di trattamento, con varie durate e livelli di successo.

La vulvodinia è definita come “Dolore viscerale primario cronico”, il che sottintende il fatto che nella vera vulvodinia il dolore cronico va considerato esso stesso come malattia.

Il dolore cronico spesso è dovuto a uno stato proinfiammatorio persistente. La riduzione di cibi proinfiammatori e il contemporaneo aumento di vegetali, frutta e grassi insaturi può aiutare ad alleviare il dolore cronico.

Una scheda per valutare l’alimentazione del paziente con dolore cronico e indirizzarlo verso una dieta che può contrastare la componente infiammatoria e alleviare il dolore.

Una infografica sui principi attivi degli alimenti che, avendo il potenziale per sopprimere o inibire le vie nocicettive implicate nel dolore da OA, possono rappresentare uno strumento di supporto nella gestione di questa patologia.

Ad oggi le possibilità di approccio per la gestione del dolore postoperatorio sono molto diversificate e si basano sulle più recenti evidenze scientifiche.

Il dolore cronico postchirurgico è molto più comune rispetto a quanto si possa pensare. Un approfondimento con recenti update dalla letteratura scientifica sul ruolo dell’analgesia preventiva nel controllo del dolore postoperatorio.

Gestire il paziente oncologico non significa solo offrire le migliori opzioni terapeutiche, ma anche capire e anticiparne i bisogni.

Un approfondimento scientifico sulle opzioni di gestione del dolore oncologico con un focus sulla scala analgesica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Che cosa si intende per dolore episodico intenso? Quali sono i segnali per riconoscerlo e quali gli approcci terapeutici?

La neuropatia diabetica colpisce oltre la metà dei 460 milioni di persone in tutto il mondo affette da diabete, di cui circa un terzo sviluppa anche dolore neuropatico.

Recentemente, è stato dimostrato che l’emicrania sia sensibile alla dieta e che alcuni alimenti scatenino attacchi di emicrania.

Nell’osteoartrosi del ginocchio – che colpisce globalmente circa 265 milioni soggetti – per ridurre il dolore, migliorare la funzione fisica e potenzialmente rallentare la progressione della malattia sono stati sviluppati alcuni trattamenti biomeccanici.

Concettualizzare in modo univoco il dolore cronico rimane una sfida, accentuata oggi dai progressi nella comprensione dei meccanismi psicologici, sociali e del sistema nervoso centrale.

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